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Alta Langa: una docg consapevole

“Non conosco niente di più incoraggiante dell’indiscutibile capacità dell’Uomo di elevare la propria vita per mezzo di uno sforzo consapevole“.
H.D. Thoreau

Dal metodo classico all’alta langa docg

Il “Metodo Classico o Champenoise” è stato applicato in Piemonte a partire dal 1850 anno in cui venne prodotto, con il vitigno Moscato Bianco, il primo Spumante d’Italia.

Enrico Serafino iniziò la produzione di Metodo Classico sin dalla fondazione della cantina nel lontano 1878. A questo fine egli progettò e costruì le cantine sotterranee ancora oggi utilizzate per l’Alta Langa docg.

L’assenza di luce e la naturale costanza di temperatura e umidità rendono questi locali perfettamente idonei all’affinamento in bottiglia dello spumante oltre a creare un ambiente di grande suggestione per chi ci lavora e per chi lo visita.

Il progetto "Metodo Tradizionale"

Nel 1990, il Consorzio delle Case Storiche Piemontesi creò il “Progetto Metodo Tradizionale”, uno sforzo consapevole che aveva lo scopo di individuare le zone migliori per l’impianto di Pinot Nero e Chardonnay in Piemonte.

La ricerca ha rappresentato un caso unico all’interno del panorama delle Denominazioni vinicole. Queste, infatti, normalmente vengono a sancire uno stato di fatto preesistente. Ad esempio, si produceva Barolo da molti decenni quando venne creata la docg Barolo. Inoltre, solo nel corso del tempo si definiscono le parcelle particolarmente vocate, i Cru, che completano il percorso di qualità di quel vino.

Per l’Alta Langa invece, trattandosi di nuovi impianti, i ricercatori hanno dovuto procedere all’inverso iniziando a selezionare le singole parcelle più importanti allargandosi poi, con un ragionamento tecnico analogico, alle altre aree ad esse assimilabili.

una piccola grande zona

Uno degli effetti più singolari di questa “genesi inversa” che partendo dalle singole parcelle procede verso i territori comunali e provinciali, è che l’Alta Langa docg sembra molto estesa ma in realtà è una piccola grande denominazione.

I comuni inclusi nel disciplinare sono ben 148 ma i vigneti autorizzati sono solo ed esclusivamente 350 ettari. Per fare un confronto tutto piemontese ricordiamo che la docg Barolo include solo 11 comuni ma con oltre 2.000 ettari di vigneto.

Grazie a questo progetto l’attenzione per il “Territorio di origine” si è aggiunta in modo dirompente alla storica attenzione per il “Metodo”. Dopo dodici anni di sperimentazione, nel 2002, nasceva finalmente l’Alta Langa docg.

Una geologia complessa

La configurazione geologica del Piemonte comprende una quasi completa sezione della Crosta Terrestre. Infatti, essa si espande dalle rocce del profondo mantello litosferico al basalto oceanico, dalle rocce plutoniche e vulcaniche continentali alle rocce sedimentarie composte da carbonato di calcio e silicio.

Una delle caratteristiche orografiche del Piemonte sono le Langhe nate dal continuo processo geodinamico del Margine Paleo-Europeo e del Margine Paleo-Adriatico. Contemporaneamente, dalla metà dell’Eocene, si svilupparono alcuni bacini sedimentari, uno dei quali è il Bacino Terziario Piemontese – BTP (dove abbiamo trovato la conchiglia del nostro logo).

Un microclima unico

I movimenti tettonici e il sollevamento del fondale marino, vero tratto distintivo della regione, hanno creato questo terreno ricco di marne calcaree ed argilla e che, grazie alle altitudini sino ai 900 metri, presenta un microclima fresco in estate e decisamente rigido in inverno.

Questa combinazione di elementi da un lato diminuisce la fertilità dei vigneti e dall’altro aumenta e rafforza la complessità dei vini che si esprime soprattutto dopo una lunga fermentazione in bottiglia.

Forte di queste caratteristiche Enrico Serafino ha scelto di produrre solo ed esclusivamente spumanti Alta Langa docg.

Un impegno a lungo termine

La sperimentazione sul campo iniziò con la selezione dei terreni, degli uomini e dei cloni migliori e portò all’impianto dei primi 50 ettari di vigneto a prevalenza Pinot Nero.

Enrico Serafino può affermare con orgoglio di controllare ancora il 20% circa di quei preziosi vigneti sperimentali.

Il risultato di quel percorso è la selettiva denominazione Alta Langa docg che ha regole così restrittive da non essere paragonabile a nessun’altra denominazione da metodo classico.

le regole dell'eccellenza

Le regole molto stringenti riguardano l’altitudine dei vigneti, almeno 250 metri s.l.m., il millesimo obbligatorio su ogni bottiglia così come il periodo minimo di affinamento sui lieviti, non inferiore ai 30 mesi.

Ad oggi, Enrico Serafino è il più premiato produttore di Alta Langa docg. Questa riconosciuta qualità nasce dal controllo dei vigneti, dall’esperienza specifica nella denominazione, dalla disponibilità di molte annate di vini di riserva, dalla scelta di evitare distillati nella Liqueur d’expédition e, infine, dalla lunga fermentazione dei vini in bottiglia a contatto con i propri lieviti.

Officina Zero 140